Il piccolo principe è un grande libertario


È stato presentato ieri, dall’Istituto Bruno Leoni, un rivoluzionario libro di Hans Adam III, principe del Licheinstein. Rivoluzionario perchè è la prima volta che un monarca contemporaneo, esprime il suo pensiero politico in un’opera cosí accurata e approfondita.
Hans Adam III non è solo un principe, si dimostra un eccellente economista e un attento politologo. Nella sua opera, analizza e critica lo stato contemporaneo, a suo parere troppo “invadente” e inefficiente, e propone una sua visione di stato del tutto lontana da quella che conosciamo noi. Hans Adam III ipotizza una trasformazione dello Stato in un’azienda che propone servizi (pochi ed essenziali) in concorrenza pacifica col mercato, evitando cosí la creazione di inefficienti monopoli. Secondo il principe infatti, intervenuto durante la presentazione, lo Stato deve limitare le sue competenze a quattro aree: politica estera, giurisprudenza, finanziamento dello stato, ed educazione. Quest’ultima competerà con il privato attraverso un sistema di voucher simile a quello ipotizzato dal nostro Einaudi oltre 50 anni fa. Il sistema dovrà però essere flessibile, efficiente, e meritocratico. Come ricorda il regnante, spesso i sindacati difendono i “diritti” di professori incapaci o pigri, e si dimenticano del benessere degli studenti. L’analisi prosegue e tocca pensioni, settore nel quale occorre incentivare il privato, democrazia diretta tramite referendum (forma indispensabile in uno stato), e infine federalismo fiscale e possibilità di devolution delle comunità dello Stato.
Lo stato che sogna il principe non è molto lontano da quello che prospettavano i Chicago boys di Reagan e Milton Friedman, gli economisti della Scuola Austriaca come Hayek e alcuni politici e pensatori contemporanei e recenti sparsi per il mondo (il neo presidente del Cile Piñera, i nostri Miglio, Martino, l’americano Ron Paul e via dicendo).
Attualmente i paesi che hanno adottato questo sistema “miniarchico” ovvero di Stato minimo, sono tra i primi al mondo per sviluppo economico (Singapore, Emirati Arabi, Nuova Zelanda, Australia, Svizzera, Hong Kong, Estonia ecc..) mentre molti stati centralizzati e “grassi” sono vicini al fallimento (Grecia, Portogallo, Italia…). Impareremo qualcosa dal principe venuto dalle montagne o continueremo a fingere che il nostro paese non abbia bisogno di questo tipo di riforme?
Elisa Serafini

Link Articolo Hans-Adam_II_von_und_zu_Liechtenstein-199x300

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