Le Arance di Rosarno e la Responsabilità di Impresa


Da alcuni giorni si parla del caso “arance di Rosarno”: pare che la Coca Cola Corporation abbia “scoperto”, grazie ad un’inchiesta del quotidiano The Ecologist, che parte delle arance di cui si serviva per la produzione della Fanta, bevanda all’arancia, provenisse da lavoro nero, sfruttato e mal pagato, di quel paesino calabrese famoso per le rivolte del gennaio 2010. A seguito della pubblicazione dell’inchiesta, la Coca Cola ha deciso quindi di disdire i contratti di produzione delle arance, con i fornitori calabresi. E qui viene il bello: E’ infatti opinione comune che favorire l’immigrazione clandestina di disperati, sia profondamente sbagliato. E’ altrettanto diffusa l’idea che sfruttare gli stessi immigrati, spesso giovanissimi, sottoponendoli a uno status di semi-schiavitù, sia altrettanto sbagliato. Ebbene, secondo il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi (nb: PD), è un fatto “gravissimo” che un’azienda interrompa i suoi contratti di produzione con i fornitori locali che, per inciso, praticano quelli che rappresentanto a tutti gli effetti reati penali (sfruttamento del lavoro nero, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ecc…). Ma come? La Coca Cola, un po’ per immagine, un po’ forse per buon senso, decide di boicottare chi sfrutta gli immigrati (o “migranti”, come va di moda ora), e il PD grida allo scandalo insieme a decine di giornali? Che fine hanno fatto i cori post sessantottini alla “Le-multinazionali-sono cattive- però senza-iPhone-e-KitKat-non-vivo”? La risposta è semplice: le multinazionali (ma anche le piccole medie imprese) sono diventate molto più “buone” di maggior parte del settore pubblico. Oltre a dare lavoro, fornire servizi e rispondere a domande di consumo, hanno adottato negli ultimi anni, un po’ per immagine, un po’ per coscienza, diverse misure di “Corporate Social Responsibility”, vale a dire politiche aziendali che rispettassero e promuovessero i diritti civili, l’ambiente, i dipendenti ecc… Quindi, caro Sindaco, se lei vuole che i suoi concittadini criminali la rivotino alle prossime elezioni perchè in qualche modo riuscirà a far riavere le forniture di arancia, si rassegni: avrà sulla coscienza qualche migliaio di poveri cristi sfruttati e schiavizzati da persone e organizzazioni senza scupolo, alla faccia della presunta superiorità morale del suo pseudo-partito, che da anni ci ossessiona con i piagnistei “poveri immigrati, cattive multinazionali, cattivi enti privati” e via cosí…

Elisa Serafini
Link Articolo: http://www.ilculturista.it/cultura/?p=10530immigrati-castelvolturno-2-300x209

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