Proposte concrete di taglio alla spesa.


A breve verra’ reso pubblico il piano di risanamento dei conti dello stato italiano. I giornali gia’ presentano alcune bozze, e le misure sembrano poter rispondere solo parzialmente all’emergenza “Stato” che stiamo attraversando.
Le misure rischiano inoltre, di essere riviste/emendate/attenuate e modificate per accontentare tutta la lobby del nostro Big Government. Un Big Government che ha gia’ dimostrato di aver fallito, e che ora deve lasciar spazio ad un nuovo modello di stato, uno stato che sia regolatore e non gestore, uno stato piu’ leggero e meno sprecone. Uno stato insomma, piu’ responsabile e meno assistenzialista. Servono riforme severe per rispondere agli errori compiuti in passato.
Ci permettiamo quindi di lanciare qualche idea, affinche’ il nostro Stato si trasformi davvero, in quella comunita’ libera e responsabile, che teorizzarono gli illuminati fondatori dell’Unione Europea. E’ un obbligo politico, perche’ dobbiamo rientrare nei parametri impostici dall’UE, ma e’ anche un dovere morale. E’ un dovere verso le nuove generazioni, figlie di una classe politica irresponsabile, sprecona, mangiona, assolutamente distruttrice.
Noi giovani viviamo una costante sfiducia verso le istituzioni italiane e verso lo Stato. Ma confidiamo ancora nei sogni. Eccone alcuni:
LAVORO
-Riforma completa del lavoro, con l’introduzione di un sistema di Flex Security, che integri una minore impossibilita’ di licenziamento (non posso chiamarla in altro modo in Italia) e un sistema welfare che tuteli i veri disoccupati attraverso un sistema efficace di certificazione della ricerca di lavoro (dimostrare di fare colloqui, corsi ecc..). Dovranno diminuire le tasse sugli stipendi, le pratiche burocratiche e il capitale minimo per aprire un’impresa. Tutto per permettere ai lavoratori di guadagnare di piu’, per attirare investimenti e per incentivare i neo laureati italiani a restare nel paese.
-Abolizione inoltre degli assegni di disoccupazione ai cosiddetti lavoratori stagionali, molti dei quali sono in realta’ studenti universitari/liceali, senza nessuna necessita’ di percepire lo stipendio.
FISCO
-Riforma del fisco con diminuzione dell’aliquota massima di reddito al 38%. Istituzione di una dead-line di auto denuncia al fisco (sul filo dello scudo fiscale) e dal quel giorno lotta all’evasione fiscale senza se e senza ma. Con misure durissime per chi evade e per chi aiuta ad evadere.
-Piano di risanamento del mezzogiorno con istituzione di una no-tax area per attirare investitori e altre politiche di sgravi fiscali (non contributi a pioggia). Abolizione della Cassa del Mezzogiorno.
SANITA’
-Controllo severo dei conti della sanita’, e, in caso di spese che siano fuori dalla “media efficienza” , denuncia d’ufficio alla Corte dei Conti. Saranno chiamati a rispondere dirigenti ed assessori.
-Promozione di una totale concorrenza del settore sanitario tra pubblico e privato. Il modello di riferimento sara’ quello della Regione Lombardia, invidiatoci da tutta Europa.
CONTRIBUTI STATALI A PARTITI, GIORNALI E RADIO
-Eliminazione totale dei rimborsi elettorali ai partiti che potranno sostenersi sulle donazioni (gia’ di fatto presenti).
-Eliminazione totale dei rimborsi a radio e quotidiani, molti dei quali sarebbero gia’ falliti se non fosse per i contributi pubblici. Nel 2010 con internet alla portata di tutti, tv private e pubbliche, giornali free press, canali satellitari e web-tv, e’ impensabile giustificare questo spreco di risorse pubbliche come una “salvaguardia dell’informazione e della democrazia”.
-Riforma della RAI, con abolizione del canone ed eventuale privatizzazione della stessa.
PENSIONI
-Valutare una possibile riduzione del 15% tutte le baby pensioni erogate a chi e’ andato in pensione con meno di 20 anni di anzianita’.
-Controlli piu’ severi nelle regioni con la maggior percentuale di pensioni di invalidita’ e accompagnamento, e, in caso di comprovata irregolarita’, obbligo istantaneo di ripagare tutto l’ammontare percepito, allo Stato. Multa salatissima anche ai medici/dipendenti pubblici compiacenti.
PARLAMENTARI/MINISTRI
Riduzione del 10% tutti gli stipendi di dirigenti pubblici (con reddito sopra i 150′000 euro), ministri, parlamentari e consiglieri regionali, e del 40% quelle dei politici assenteisti, ovvero parlamentari o consiglieri regionali con tasso di presenza (tra commissione e voto) inferiore al 60%. Persone che in una qualsiasi azienda sarebbero gia’ state licenziate.
ENTI PUBBLICI, MUNICIPALIZZATE e DIPENDENTI PUBBLICI
-Ridurre al minimo gli enti pubblici, istituti di ricerca inutili, agenzie insensate, spesso e quasi sempre luogo di appagamento di politiche piu’ clientelari che di efficienza o utilita’ sociale.
-Controllo dei curricula di tutti i consiglieri d’amministrazione e dirigenti delle municipalizzate ad opera di un’agenzia indipendente (Authority) che vigili sull’assegnazione delle cariche.
-Riduzione degli stipendi di magistrati e professori universitari, con una riforma dello stipendio ed applicazione di bonus “di efficienza” e “produttivita’”, sulla base della riforma Gelmini e Brunetta
-Divieto assoluto per comuni/province e regioni, di riparare i debiti delle municipalizzate . Le aziende municipalizzate in crisi (anche di servizi, ad esempio il trasporto) potranno essere privatizzate o potra’ venir loro concessa solo una garanzia sul prestito, come stabilito dalle norme anti trust del Trattato di Roma dell’Unione Europea.
-Eliminazione di tutte le province. In pieno regime di federalismo fiscale, le regioni che lo desiderassero potranno tenerle o crearne di nuove, a loro spese.
Con una o piu’ di queste misure applicate potremo davvero sognare uno Stato Italiano piu’ leggero, piu’ libero. Potremo sognare una aliquota piu’ bassa sui redditi, potremo sognare nuovi investimenti da parte degli stranieri (sfruttando anche il momento di svalutazione dell’Euro), potremo sognare uno Stato libero, ma responsabile. E’ fallito lo stato iper assistenzialista, e’ fallito il Big Government. E’ ora di cambiare e disegnare uno sistema nuovo e migliore.
Quindi, Ministro, sia coraggioso, e’ ora di svegliarci: siamo stufi di sognare soltanto.
ELISA SERAFINI

Link: http://www.ilculturista.it/cultura/?p=3539

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