Europee 2014: i 5 punti più assurdi (bipartisan) dei programmi politici


Leggendo i programmi dei partiti italiani in “gara” per aggiudicarsi le Europee 2014 si incontrano dei veri e propri “mostri”.

Si tratta di punti di programma inapplicabili, contraddittori, fantasiosi, addirittura ontologicamente inesatti che fanno passare la voglia di votare. Vediamoli insieme in questa speciale classifica, assolutamente bipartisan.

1. NCD e la finanza creativa: 
Il partito di Alfano, quest’anno vestito di scudo crociato, presenta un programma abbastanza dettagliato: tagli alla spesa, meno burocrazia e cosí via. Penserete: wow, un programma business-friendly! E invece no.  

A pagina 2 ecco deliziarci con un fantasiossimo punto:

“Stop ai derivati e a tutta la finanza creativa”. 

Peccato che i derivati non siano degli oggetti malvagi, ma degli strumenti finanziari utilizzati da tutti gli imprenditori per coprire, anche, i rischi derivati dalle transazioni commerciali. Ne avevo parlato qui. Limitare l’uso dei derivati è stupido. Vietare che investitori, banche o imprenditori utilizzino questo strumento, è addirittura impossibile.
Poi per capire la finanza creativa mi appello direttamente ad Alfano. Chi sono questi creativi che lavorano nella finanza?
banchieri hipster? Gli stylist dei conti corrente? Mah.

2. Il Movimento 5 Stelle confusamente europeo 
Qui si spara sulla Croce Rossa, ma non posso esimermi. Il programma di Grillo è riassunto in un documento molto scarno che ricorda i volantini delle assemblee d’istituto, anche per dimensione.
Grillo raggiunge un nuovo, impensabile record: I 7 punti riescono a essere tutti in contraddizione tra loro.

“No all’Euro!”

Tuonano nel primo punto.

“Sí agli Eurobond!”

Scrivono nel terzo.
WAT?

3. L’altra Europa con Tsipras (e anche un altro programma, possibilmente)
Ammetto di aver tentennato davanti alla prolissità del programma di questo movimento che mette insieme SEL, terzomondisti, post-comunisti e comunisti per Tabacci. Ma alla fine son riuscita a trovare i punti più interessanti. Dove? Ovviamente nella pagina “economica”. Anche Gli Tsiprassiani non amano i derivati, ma raggiungono il sublime chiarendo che:

E’ necessaria una politica di contrasto alle delocalizzazioni operate all’unico scopo di
operare in situazioni di basso costo del lavoro, di minore tassazione, di assenza di organizzazioni
e attività sindacali. 

Come? Con tasse e altri obblighi imposti all’imprenditore colpevole di “fuggire’. Premettendo che è impossibile, in un regime di libero scambio di merci, persone e attività, limitare lo spostamento di aziende e quindi la delocalizzazione, non potrebbe essere utile concentrarsi sulla seconda parte della riga di testo? Ovvero capire perchè gli imprenditori cercano minore tassazione, assenza di sindacati ecc..? No. Troppo poco chic. E troppo poco greco.

4. PD  e la sindrome da Nobel per la Pace
Il partito di Renzi punta in alto, e tra sussidi all’agricoltura (evidentemente non ce ne sono abbastanza) e richieste di parità di genere, promette di risolvere la fame del mondo e, a pagina 6 :

“Sradicare la povertà infantile”. 

Ma cosa vuol dire? Regaliamo topo-bond agli infanti che giocano a Monopolino? I bambini in Europa non sono poveri, al massimo hanno genitori poveri. Ma forse questo è un concetto troppo poco Oliver Twist per conquistare gli elettori del centrosinistra.

5. I Fratelli d’Italia vogliono fare gli americani
Anche il partito di Meloni, Crosetto e La Russa si unisce allo stonato coro del “No ai derivati”, aggiungendo infine che non vuole l’Euro e invece:

“Vuole la nascita di una Agenzia di rating europea che sia in grado di contrastare l’egemonia delle agenzie americane (..)”

Questo punto è in comune con il PD e lascia trasparire tutta l’ignoranza economica (o incapacità di intendere e volere) di chi ha scritto il programma. A cosa serve un’agenzia di rating pubblica se chi deve ascoltarla sono cittadini, imprese, e investitori privati? E’ come se l’UE si mettesse a erogare servizi di telefonia per competere con Vodafone, di panettoni per competere con Bauli o di libri per fare concorrenza a Fabio Volo.

6. (?) Forza Italia e il programma che non c’è
Concludiamo con il neo-rinato partito di Silvio Berlusconi. E non potrei essere più sintetica. Perchè? Perchè il programma per le Europee non esiste. Non c’è proprio, nè sul sito ufficiale, nè sul sito dei candidati. E quindi qui mi fermo, perchè per commentare dentiere e Dudù avrei bisogno di fonti certe.
Buon voto!

Pubblicato anche su Linkiesta

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Un pensiero su “Europee 2014: i 5 punti più assurdi (bipartisan) dei programmi politici

  1. Emanuele ha detto:

    Maaaaa chi era il disfattista? Chi è che vede sempre il marcio? In questo articolo spari a 0 su tutto e vai a dire a Travaglio che attacca tutti senza remore… Oppure ti si ingrossava la vena perché stavano parlando male del tuo PD che ti da tanta speranza? Non per nulla ma a me non sta simpatico grillo e oltre a non avermi chiesto nulla per farage ha sempre fatto tutto con la democrazia diretta… Al contrario del tuo compare di dentiere che è anche diventato presidente del consiglio senza il consenso popolare… Vatti a sentire un discorso dei parlamentari 5 stelle.. So che non cambi idea il marcio ormai e subdolamente radicato… Ero di sinistra anche io… Ma ora esiste corrotto e non corrotto… Povera… Vatti a consolare con sgarbi… Magari ti da qualche bella parola su come è sana la politica… Svegliaaaa non si cambiano le cose stando con i vecchi politicanti!

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