Sui fatti di Rimini e sul “mediatore” culturale


Non pubblicherò, per rispetto di chi legge, l’aberrante commento del sig. Abid Jee, il cooperante mediatore culturale che ha pubblicamente difeso lo stupro di gruppo di Rimini, sostenendo – in parole meno eleganti – che la donna, dopo un po’ si “abitua” all’atto e ne è “gratificata”. Ho verificato le fonti, e preso lettura del recente comunicato della Cooperativa che ha assunto il mediatore, e che conferma la versione riportata dagli organi di stampa.
Da donna, cittadina, contribuente e rappresentante delle istituzioni, chiedo cortesemente che il sig. Abid Jee, venga licenziato oggi stesso, e che vengano sospese immediatamente tutte le collaborazioni degli enti pubblici in atto con la cooperativa Lai-Momo, evidentemente mancante delle più elementari capacità di controllo, selezione e gestione del personale. A meno che qualcuno non desideri finanziare, con soldi pubblici, la cultura dell’odio, dell’intolleranza e della violenza sulle donne.
Elisa Serafini

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