Festival e contributi pubblici: da oggi si cambia


elisa-serafini

 

Avevamo due strade per sostenere l’offerta culturale della città: la prima, mantenere processi e usi del passato, la seconda, stravolgere tutto.
Come funzionava prima di oggi? Le associazioni non potevano fare altro che “bussare” alle porte del Comune, chiedendo contributi (5,10,30,50.000 euro), per sostenere i propri progetti. I criteri di selezione delle proposte erano a totale discrezionalità del Sindaco o dell’Assessore. Tutto legittimo, per carità, ma lontano dal mio modo di interpretare le politiche pubbliche.
Per questo motivo ho deciso di indirizzare le risorse del Comune, ovvero i soldi dei cittadini, secondo criteri che possano essere il più possibile oggettivi, misurabili e trasparenti.
Abbiamo lavorato ad una “call for ideas” (una “raccolta di idee”), online, che permetta alle associazioni e società creative, di poter proporre progetti di Festival in tantissime discipline (musica, danza, divulgazione scientifica, letteratura ecc..), specificando i criteri premianti e i sistemi di punteggio.
Sarà una commissione tecnica (e non politica), a individuare i progetti più meritevoli, che potranno ricevere il sostegno dell’Istituzione (contributi, spazi, promozione) e che contribuiranno a rendere sempre più attrattiva e viva la nostra meravigliosa città.
Questo è un primo piccolo passo verso un modo diverso di interpretare le politiche culturali, i processi amministrativi, e l’uso di risorse pubbliche.
Scontenteremo qualcuno? Può darsi, ma – a mio parere – la politica non è accontentare gruppi organizzati, ma fare l’interesse dei cittadini e della città, a qualsiasi costo.
Questa è la nostra, nuova Politica.